Entrate nel cuore del Rinascimento con la corrispondenza di colui che definì i canoni della lingua italiana. Pietro Bembo, cardinale, fine umanista e segretario pontificio, è stato il ponte tra la cultura classica e la modernità. Questo volume, stampato a Venezia nel 1552 da Gualtiero Scotti, è un documento prezioso che svela i due volti di Bembo.
Nella prima parte troviamo le Epistolae Familiares, dove emerge l’uomo privato, i suoi legami intellettuali e le riflessioni personali. Nella seconda parte, i sedici libri scritti a nome di Papa Leone X, che rappresentano il vertice della diplomazia e della retorica latina del XVI secolo. Leggere queste pagine significa ascoltare la voce di un’epoca in cui una lettera poteva spostare confini o consacrare un poeta alla gloria eterna. Un pezzo immancabile per chi colleziona l’Umanesimo nella sua forma più pura.
Scheda Tecnica
Titolo: Epistolarum Familiarum, Libri VI. Eiusdem, Leonis X. Pont. Max. nomine Scriptarum, Lib. XVI
Autore: Pietro Bembo
Editore: apud Gualterum Scottum
Luogo e data: Venetiis 1552
Misure: cm. 16,5 x 11
2 parti in 1 volume in-8°, 1 carta bianca + carte [8], pagine 398 + 1 carta bianca; pagine 543, [1], + carte [12]. Sotto il titolo, marca dello stampatore, graziose iniziali figurate. Legatura in pergamena coeva, con numerose macchie, tagli spruzzati. Alcune arrossature e fioriture, a tratti più intense, ma testo leggibile. Grossa gora al margine inferiore del frontespizio, Completo.
condizioni discrete








































